Reading @ProLoco di Giugliano

Ho letto un un mio testo inedito dedicato al Barocco e alla figura di Basile, in apertura del concerto di musica barocca napoletana curato dai musicisti dell’associazione @illimitarte, per l’evento organizzato dalla ProLoco di Giugliano.

https://fb.watch/FdBAkm8ZPv/?

«Shhh, facciamo silenzio. Qui dentro, qui dentro c’è un mondo MERAVIGLIOSO, ma è meglio che gli ESSERINI che lo abitano non si sveglino. Certo, tra il sogno e la realtà, nonostante tutto, questi CUSARIELLI hanno creato delle cose per cui ci perdereste il sonno e la fantasia se ve lo raccontassi. Cosa? Vi ho messo nu pucurillo ‘e curiosità? Volete sapere cosa c’è dentro? Embé, qui dentro c’è l’uomo.
Eeeeeh. Io, ogni tanto, apro la scatola e… fanno passi da giganti questi cusarielli, eh.
Un giorno hanno scoperto il FUOCO e il giorno dopo la SCRITTURA. Mi so’ distratto un attimo e hanno eretto le piramidi. Una mattina mi sono svegliato più tardi del solito e ci ho trovato dentro L’UMANESIMO. Eh, adesso così stiamo messi. Vedete le pareti di questa scatola? Guardate che forme, guardate che classe, guardate che ordine. Hanno creato un mondo su misura. Si sono messi in testa che al centro di tutto ci sono loro e si sono convinti che Dio li abbia messi al centro del creato. Il punto di fuga, le linee perfette, la prospettiva antropocentrica. EeeeEh.
Tutto tutto tutto sotto controllo.
Pensano di essere al sicuro. Sono convinti di essere fabbri del loro destino. Aaaaaa, Ora però gli faccio uno scherzetto.
Ecco fatto: gli ho messo dentro un po’ di peste, un po’ di riforma luterana e di controriforma, nu pizzico di guerre, gusto un paio, nemmeno tante, ah poi gli ho detto di Copernio e di Galileo. Li ho proprio sconvolti. Hanno scoperto che dio se ne fotte di loro, che la terra non è al centro di un bel niente e che il mondo, la vita tutta, è nu scristo esagerato.
Hanno capito che il mondo è come una perla sì, ma imperfetta.
Un mio studente, una volta, ha detto “prufessò, Galileo solo in questo periodo avrebbe potuto scoprire che la luna è imperfetta, una perla mal levigata”. Bravo. 10. Anzi, 10 e lode. In questa fase culturale, il Barocco, l’umanità ha imparato che bisogna adattarsi al caos, caos di cui la vita stessa è la rappresentazione più tangibile. La metafora è la figura retorica che racconta meglio questo periodo. Il significato dell’esistenza è opaco, è NECESSARIO che il lettore faccia dei passi verso la conoscenza o altrimenti non capirà mai nulla del mondo, degli altri, di sé. Con Cervantes NON ridiamo della pazzia del Quijote, no no. NOI RIDIAMO appresso a isso, ascimmo pazzo cu isso e accettiamo il fatto che sia il mondo ad essere malato e CHE NOI, già, tutt’ quant’, dobbiamo sfotterlo malamente.
Shakespeare racconta che si può morire per amore e che non ci si può fidare nemmeno di uno zio e che fra essere e non essere c’è il risveglio intorpidito della coscienza.
E se veniamo in Italia, Marino, il re della metafora e del caos, dell’eccesso e dello scandalo, ci fa morire il povero Adone – nu pasturiello ‘e niente, certo, fresco assai, un Adone, ma sempre nu pasturiello resta – c’è lo fa morire in una pozza di sangue, masticato da un cinghiale. E perché? Per aver amato.
Statemi a sentire, ‘o munno è caotico e bisogna convivere cu ‘sta verità.
E Basile? Datemi una penna, ecco qua. Basile ha capito che se il mondo è una pentola a pressione bisogna bucarla la scatola perché ‘o munno ha da piglià aria. Come quando ridiamo e cacciamo fuori tutto quello che teniamo in corpo. Dopo si sta meglio, o no? Che ddicite?
Eeeeeeh
È l’aria della fuga che, come il mistero della vita, tu provi ad acchiapparla, ma quella scappa, si ingarbuglia e tu te truov’ cu ‘a panza ca te ‘sta pe’ scuppià. È l’aria chiaroscurale di Caravaggio che col pennello sporco di sangue ti mette la morte subito accanto alla vita.
Perché, ecco, questo fa Basile: ci fa ridere di tutto, pure del sangue e della morte. Soprattutto del sangue e della morte. Con la risata perduta e ritrovata di Zoza, Basiluccio nostro ci mostra il senso del racconto dei racconti di ognuno di noi. Perché sarà pure una povera orfanella Cenerentola…ma… Cenerentola è un’assassina. Cenerentola è una vittima. Cenerentola è sporca di sangue. Cenerentola piglia pe culo ‘o principe.
Seh, Uagliù, non lo vedete?
È il mondo a essere Barocco e quindi si fa di necessità virtù. Oggi ti dicono che il fuoco è cessato e domani stanno a soffiarci sopra. ‘O munno ha da piglia aria… un giorno ti insegnano l’educazione civica, l’importanza di essere un bravo CRISTIANO, l’Agenda 2030, e poi i potenti ci tengono appesi ai fili, comme ‘e pupariell… O munno ha da piglia aria… sennò si comincia tutto daccapo. E tutti noi ci troviamo ‘NCATENATE dentro a ‘sta scatola: impauriti, agitati, sotto e ‘n coppa.
Ma noi prendiamo la penna, prendiamo ‘o penniello, pigliammo a chitarra e bucammo tutte cose. Come Cyrano, cu a spada mano, battiti, battiti, battiti. E se nun tiene ‘o curaggio di affrontare tutto questo. Ridi, ridi, ridi.

Lascia un commento